L’ARCOBALENO della VITA

PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE PER OPERE IN PROSA E POESIA IN LINGUA ITALIANA  – 16^ Edizione anno 2017 –  

LendinaraNew
Lendinara (RO)

Sezione HAIKU

1^ classificata:

Maria Laura VALENTE  (Cesena)

CesenaNew

Alba che irrompe –
la capinera smorza
l’ultima stella

Notte d’autunno –
l’antico monastero
veglia sui pioppi

Verde risaia –
un volo di cicogne
modella il vento

Sull’erba incolta
le gocce di rugiada
con dentro il sole

Soglia d’autunno –
sulle foglie di ginko
un velo d’ombra


2° classificato:

Giampaolo PINTORE (Viterbo)

ViterboNew

Scala infinita
di gradini consunti
del tempo andato


3° classificato:

Marcello SIGNORINI (Marzocca di Senigallia – AN)

MarzoccaNew

Campane tristi –
in mezzo ai girasoli
rintocchi lenti


MENZIONI D’ONORE:

Nunzio INDUSTRIA (Napoli)

Napoli

Vento d’autunno,
scrosciando tra i ricordi –
le vecchie foglie


Lucia FAEDO (Padova)

PadovaNew

Miagola triste
alla luna sul tetto
un gatto nero


Letizia FRANCESCHETTI (Rovigo)

RovigoNew

Bosco ottobrino –
sfriggola la lucerna
nella capanna


Maria Cristina BIASIOLI (Molinella – BO)

MolinellaNew

Rumore d’acqua
nella sera di stelle
sul mare calmo


Marisa DANZI (Verona)

Verona2

Svernano sogni
fra glicini e mimose
inebriando

Aprirsi al sole
cancellando paure
di fredde notti


Giuseppe GAMBINI (Garbagnate – MI)

Garbagnate_MilaneseNew

La notte invita
a dormire e sognare,
l’aurora aspetta


Non sono state pubblicate antologie di questo premio letterario



9 pensieri riguardo “L’ARCOBALENO della VITA

  1. Trovo molto bella l’immagine che emerge da “Verde risaia” (1° classificato), il volo di cicogne che “modella il vento” è una bellissima “visione”.
    Trovo invece molto inappropriato il verso “campane tristi” (3° classificato), perché è un passaggio che “umanizza” le campane e l’umanizzazione di cose e oggetti va contro la logica della poetica haiku.
    Si potrebbe forse scrivere “tristi rintocchi” (perchè esprime il tipo di percezione di quel suono), ma trovo che “campane tristi” non abbia alcun senso (le campane non sono ne tristi ne allegre è il ritmo e la percezione del loro suono che fa la differenza).

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    1. Ciao Ale, vedo con piacere che dopo un primo impatto un po’ “brusco” (mi pare che le prime cose che hai letto sull’Almanhaiku sono stati i voncitori di “Heroes in haiku”), hai cominciato a guardare un po’ piu’ in profondita’ ed a trovare anche qualcosa di piacevole e ben fatto.
      Devo confessarti che anch’io ho seguito un percorso analogo: inizialmente, riunendo il vario materiale per comporre la prima annualita’ del blog (2017) ho avuto l’impressione che fossero veramente pochi gli haiku degni di nota. Poi, componendo gli articoli e l’Albo d’oro, pian piano mi sono accorto che ci sono molti buoni spunti, stili variegati, insomma un livello generale decisamente superiore a cio’ che, come ho gia’ detto, si puo’ (anzi , siamo costretti a trovare) sul web e, soprattutto, all’estero.
      Buona lettura

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  2. Ciao Daniele, purtroppo non si tratta di un primo impatto, si tratta di una “grossa evidenza” il discorso del “brusco” deriva dal fatto che è capitato (in ordine cronologico) di postare un commento su haiku che non sono per niente haiku.
    E’ vero che in questo almanacco ci sono diverse cose buone, ma questo mi sembra dovuto più alla presenza di alcuni autori interessanti che, per fortuna, alzano di molto il livello e sono presenti in diversi premi, che da quello che si legge (anche qui) in componimenti che erroneamente vengono chiamati haiku.
    Quando ho letto, per esempio, l’articolo su “Empiria” (sarebbe stato troppo lungo e complesso stendere un commento) ho avuto la conferma sulla prima impressione data dalla lettura di “Erato”: ci sono alcuni nomi che girano in questi circuiti (Valente, Viaggi, Timo, Bellini, Asprea e pochi altri) che sembrano autori importanti, di calibro diverso, autori che sono davvero dentro il mondo haiku, i loro componimenti sono momenti bellissimi e profondi; ci sono altri nomi (Bandinelli, Griffo, Poggi, Toffoli e tanti altri) che sembrano autori ancora molto distanti dal mondo haiku, la maggior parte dei loro componimenti sono “associazioni di versi fantasiosi” che nulla hanno a che vedere con la logica della poetica Haiku.
    E’ chiaro poi, che siccome il primo articolo di questo Almanhaiku è “Heroes in Haiku”, il mio commento è partito da li, e con quegli scritti siamo proprio agli antipodi dal mondo haiku, mi chiedo chi componeva la giuria di quel concorso e cosa avesse in mente per premiare “quelle cose”.
    A proposito di “Heroes in Haiku”, io avevo postato un secondo commento (infatti c’è scritto: tre commenti) ma non lo leggo, lo hai tolto tu o dev’essere ancora “moderato”?
    Avevo anche postato un commento su “Giappone svelato” ma anche in quell’articolo non vedo alcun commento. Puoi inserirli?

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    1. Ciao Ale, ho avuto uno scambio di battute proprio ieri con uno degli organizzatori di Heroes in haiku.
      Ho chiesto di poter postare sul blog i commenti che sono avvenuti per email.
      Circa gli altri tuoi commenti non ho tolto nulla, ora provvedo.
      Infine, a parte Heroes in haiku che e’ veramente un’eccezione, concordo con te che sull’Almanhaiku si possano trovare haiku piu’ o meno buoni associati a nomi piu’ o meno ricorrenti. Questo non toglie, anzi dovrebbe stimolare la curiosita’ e condurre il lettore ad appassionarsi (se ancora neofita) sempre di piu’ alla materia e a perfezionare il suo stile.
      Purtroppo, “non e’ sempre oro quello che luccica” ma questo vale in tutti gli ambiti (anche quelli culturali e artistici) in cui c’e’ di mezzo l’Uomo.
      Buona giornata

      "Mi piace"

      1. Dalla prossima settimana iniziera’ la pubblicazione delle singole pagine dell’Albo d’Oro 2017.
        Saranno cosi’ meglio in evidenza le singole opere dei vari Haijin che hanno ricevuto approvazione dalle giurie. Sarebbe mia intenzione mettere in particolare evidenza proprio gli autori meno ricorrenti, cioe’ quelli che meno hanno a che fare con le “luci della ribalta”, per lasciare all’Almanhaiku un’impronta di sana neutralita’. Ci saranno anche i “divi” naturalmente ma l’occhio di bue non sara’ puntato su di loro.
        Credo che quella sia la sede opportuna per leggere e commentare gli haiku
        Ciao Ale e grazie

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  3. Ciao Daniele,
    io non so chi ha a che fare con le “luci della ribalta”, come ti ho già scritto in un altro commento non mi sento ancora pronto per partecipare ai premi letterari, forse proprio perché da cinque anni studio la poetica Haiku e ho capito molte differenze e quanto sia difficile scrivere buoni haiku.
    A questo proposito, proprio perché ho capito molte differenze, non comprendo a cosa ti riferisci quando scrivi “non è sempre oro quello che luccica”, potresti spiegarti meglio?
    Non avendo frequentato (per ora, poi vedremo in futuro) i premi, le premiazioni ecc non conosco le persone (l’uomo), ma leggendo gli haiku che si trovano qui, in diversi articoli, mi sembra di tutta evidenza che i componimenti dei nomi che ti ho citato come autori importanti siano distanti “anni luce” dai componimenti degli autori che ti ho citato come autori decisamente distanti dalla logica della poetica haiku.
    Per te non è così?
    Puoi spiegare meglio cosa intendi con “non è sempre oro quello che luccica”?

    "Mi piace"

    1. Senti Ale, non so cosa tu ti vorresti sentir dire ma non credo ci sia bisogno di spiegare, ne tantomeno di “sbilanciarsi”, il concetto di “non e’ tutto oro quello che luccica”.
      Anzitutto, di nomi qui non ne faro’ perche’ non e’ questo lo spirito del blog.
      Faro’ solo un paio di considerazioni… Lo hai riconosciuto tu per primo che dall’Almanhaiku si evincono nomi molto ricorrenti fra i vincitori o i menzionati ai concorsi ma che sono distanti anni luce dalla logica della poetica haiku.
      Al contrario, potrei farti osservare che altri autori, da te citati come poeti che sono davvero dentro il mondo haiku, spesso, spessissimo (prova a tradurre cio’ che ad esempio divulgano in inglese), non sono affatto dei buoni haiku; anzi, non sono affatto degli haiku.
      Infine, siamo arrivati addirittura a concorsi dove si proclamano 2 autori (pari merito) al 1°posto, 2 autori al 2° posto e 2 autori al 3° posto.
      E allora caro Ale, se ormai vale tutto… permettimi almeno di dire che “non e’ tutto oro quello che luccica”.
      Naturalmente nomi e cognomi non se ne possono fare (quando l’ho fatto qualcuno mi ha risposto: sai Daniele, non sta bene… qualcuno si potrebbe offendere. Ed aveva ragione. E’ sempre un po’ offensivo quando qualcuno ti da’ del furbo o dell’incapace.
      Ti auguro di trovare presto il coraggio di “osare” partecipando in prima persona (che e’ un bel modo di sbilanciarsi) a qualche rassegna di haiku. Quella che preferisci, magari quella non troppo distante da dove abiti, cosi’ potrai recarti piu’ facilmente alla premiazione (come protagonista o come ospite non importa) e respirare l’aria che si respira in quei contesti, fatta di entusiasmo ed emozione. Cosi’ potrai finalmente presentarti con il tuo nome e cognome e presentare un piccolo stralcio di quello che in questi tuoi 5 anni di studio del mondo haiku hai appreso e saputo interiorizzare.
      E fra tanti “violini scordati o sgangherati” certamente ne troverai qualcuno che inaspettatamente ma poeticamente ti colpira’, pur non essendo un autore “importante”.
      E non dimenticare di leggere o di ascoltare gli haiku dei bambini. In questi concorsi spesso partecipano individualmente o con la loro classe ed hanno sempre moltissimo da regalare.

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  4. Ciao Daniele,
    hai perfettamente ragione sul discorso dei bambini, in media sono degli autori veramente straordinari, i loro haiku sono limpidi, semplici e genuini, senza tanti “orpelli” melensi e decorativi.
    Sul mio personale caso, te l’ho già detto, quando mi sentirò pronto comincerò a partecipare, ma non voglio accelerare i tempi ( a proposito “Ale” è il mio nome).
    Sul discorso di ciò che alcuni autori (quì interessanti) e altrove meno (o viceversa) ti dico che tutto può essere ma tu hai creato un “Almanhaiku” e in questo blog ci sono diversi componimenti di diversi autori, e in questo blog è di quello che troviamo quì che bisogna parlare o commentare.
    Sei tu che hai scritto che “non è tutto oro quello che luccica” e io non voglio farti dire niente che tu non voglia dire, vorrei che, a valle di un commento che pone delle distinzioni oggettive (sottolineo ancora oggettive) su precisi e determinati haiku se qualcuno non è d’accordo o se nutre dei dubbi, dovrebbe spiegarsi meglio.
    Poi dici che di nomi non se ne possono fare, perché qualcuno potrebbe offendersi, e io ti chiedo: perché?
    Mica si offende la persona, dire che gli Haiku di tizio sono distanti dalla logica della poetica haiku non è mica offensivo, è una “constatazione di fatto”.
    Se non si vede la differenza tra gli Haiku di “M.L.Valente” e quelli di “E.Griffo” o non si vede la differenza tra gli haiku di “P. Asprea” e quelli di “A. Bandinelli” allora che senso ha commentare in un blog.
    E poi come si fa a commentare gli articoli di un blog se tutti i commenti devono essere positivi? Senza poter criticare gli haiku di un autore, dopo aver elogiato quelli di qualcun altro?

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